Angelo ruggiero

Zigania

Angelo ruggiero
Non hai più pensato a quelle stanze
non hai più visto da quei balconi
te ne accorgi che non hai più scampo
dentro ai tramonti dalle canzoni
cosa succede vola dentro la
stanza ed ora
il pavimento a stento in bilico io sento
troppe parole ancora per una notte sola
e intanto suoni e suoni ancora
e senti il vento il brutto tempo
o madre mia che zigania che zigania
e stridono nel vento le ringhiere
e sai che non potrai ricominciare
finisce la partita vola il lampo
e dietro gli altri chiedono il campo
tu non lasciarmi solo a partorire
al nulla
quando muore una stella tu lo sai
cosa succede esplode e chi si vede
vede
tu non mi abbandonare mai
ma basta il vento il brutto tempo
o madre mia per andar via
e te lo chiedi ormai se l'hai sognato
cos'è successo non ti ricordi
e tutto è indifferente quegli alberghi
le stanze vuote i treni sordi
però l'hai conservato il tuo
candore antico
non tu ma il tuo vestito ha sonno
e piove pioggia e scola dentro
la stanza ancora
dimmi domani che farai
andrai col vento il brutto tempo
o madre mia in zigania in zigania
ma è storia mia è storia mia.
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